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Gentili
amici,
stiamo preparando una nuova rubrica intitolata: La strada
del whisky di malto in Italia.
Desideriamo utilizzare sia il nostro sito che la Newsletter
per allargare la comune conoscenza dei locali (bar, discoteche,
ristoranti ecc.) gestiti da veri appassionati e conoscitori
di whisky di malto.
Vi chiediamo, pertanto, di volerci segnalare i nominativi
(nome del locale, indirizzo completo, numero telefonico,
e-mail, nome del gestore ecc.) di coloro che, a Vostro avviso,
dedicano una cura particolare alla divulgazione
del whisky di malto.
L'inserimento dei nominativi segnalati sarà da noi valutato
con particolare attenzione.
Il
metodo tradizionale di maltaggio.
Nel testo relativo al maltaggio indichiamo che solamente
cinque distillerie utilizzano ancora il metodo tradizionale.
Sapete indicarci il nome delle distillerie (quattro fanno
parte del nostro club) che, almeno parzialmente, utilizzano
il sistema "floor malting"?
Ai primi tre nominativi che ci invieranno, via email,
la risposta esatta invieremo una bottiglia di single malt
whisky.
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SMC
News
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Il
maltaggio:
La
prima delle cinque fasi necessarie alla produzione del whisky
di malto è definita "maltaggio" ovvero la trasformazione
dell'orzo in "malto". Ogni fase è seguita con particolare
cura ed attenzione ed è sottoposta a severissimi controlli
qualità per ottenere il meglio in ogni occasione. Quest'operazione,
tuttavia, è stata probabilmente scoperta per caso.
L'uomo avrà dovuto asciugare uno o più sacchi di orzo accidentalmente
venuti a contatto con l'acqua. Così esposto il cereale subisce
una metamorfosi modificando le proprie caratteristiche.
Di fatto avviene la trasformazione degli amidi (da insolubili
a solubili) che diventano particolarmente adatti alla produzione
del malt whisky. Ancora oggi, dopo secoli da questa scoperta,
in Scozia si produce il malt whisky esclusivamente con orzo maltato.
Vi sono tre metodologie, tuttora usate, per la preparazione
del malto: 1) Il tradizionale "floor malting". Oggi sono
solo cinque le distillerie scozzesi che utilizzano, almeno in
parte, questo sistema, all'interno delle distillerie stesse. E'
il metodo più antico e consiste nel bagnare abbondantemente l'orzo
che viene steso sui pavimenti di grandi capannoni. Al momento
giusto l'orzo viene trasferito in forni tradizionali (costruzioni
con il tetto a forma di pagoda) chiamati "Kiln" per il
suo essiccamento e definitiva trasformazione in malto. Ogni operazione
è manuale effettuata da esperti. 2) Limitato a pochi casi vi è
la produzione del malto con il metodo "Saladin boxes",
che consiste nell'immergere l'orzo in vasche per un paio di giorni
fino all'inizio della germinazione per poi passarlo in grandi
"scatole" e quindi in forni essiccatoi moderni. 3) Il metodo più
comune, utilizzato da malterie industriali di grande capacità
produttiva che forniscono quasi tutte le distillerie è il "Drum
malting". Dopo l'immersione in vasche, l'orzo germina in grandi
cilindri ruotanti. Quest'ultimo, moderno metodo permette un maggior
controllo della temperatura in ogni fase e quindi una maggiore
stabilità di produzione. Naturalmente anche in questo caso si
utilizzano forni moderni.
L'essiccazione
avviene con l'invio di aria calda ottenuta per combustione di
gas naturali, petrolio o carbone. Separatamente, una fornace brucia
una certa quantità di torba il cui acre fumo impregna i chicchi
che sono così affumicati con sentori e gusti torbati.
La quantità di torba bruciata varia per poter avere malti con
caratteristiche di torbato differenti, seguendo le tradizioni
regionali e soprattutto le esigenze di ciascuna distilleria.
Vi sono alcune distillerie che utilizzano malto privo della caratteristica
sopra menzionata.
L'intera operazione di maltaggio avviene in 8/9 giorni
e si possono ottenere parecchie decine di differenti qualità di
malto che variano a causa del sistema di maltaggio, per tipo e
grandezza dell'orzo, per la qualità e quantità di torba utilizzata,
per le caratteristiche dell'acqua usata e per i tempi di realizzazione.
Angelo Matteucci
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