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WHISKY MAGAZINENews (in collaborazione con WHISKY MAGAZINE)


Amanti del whisky di qualità
Traduzione di un articolo apparso su WHISKY MAGAZINE numero 31

Tom Bruce Gardyne indaga sul successo di un club italiano di amanti del whisky: il Single Malt Club of Scotland.

"Sei un amante del whisky di qualità?" è la domanda di apertura del sito web del Single Malt Club of Scotland. E' un invito agli amanti italiani di whisky ad iscriversi e dividere il loro interesse con altri appassionati dalla Sicilia alle Alpi.
In solo due anni e mezzo, da quando il club fu fondato, Angelo Matteucci e Nigel Brown hanno persuaso oltre tremila italiani ad iscriversi. I due co-fondatori sono amici da molti anni, da quando alla fine degli anni ottanta Nigel Brown giunse a Genova per stabilire la sede della United Distillers ed incontrò Angelo, anch'egli nel "whisky trade" per quasi tutta la sua carriera. Riconosciuto come uno dei maggiori esperti di whisky del proprio Paese ed uno dei principali artefici nell'iniziale importazione e sviluppo di Jack Daniel's e Bowmore., fu nominato dalla United Distillers loro ambasciatore e attivamente coinvolto nel lancio dei Classic Malts in Italia.

Da allora il consumo dei distillati ha avuto una drammatica flessione e oggi l'italiano medio beve meno di un terzo dell'alcol rispetto ai consumi di 20 anni fa. E' di gran lunga il mercato con la maggiore riduzione dei consumi e lo scotch subisce la medesima tendenza con un'eccezione.

Secondo Nigel Brown il single malt whisky è l'unica categoria, a parte il rum, che va contro corrente. Nigel crede di conoscere la ragione di questa contro tendenza. " Sono appena tornato dal Salone del Gusto (la grandissima manifestazione a Torino) che ha avuto 135.000 visitatori interessati a conoscere ed assaggiare cibi e bevande regionali di altri Paesi. Ritengo che il mondo si stia muovendo in due direzioni. Una è attraverso il valore aggiunto con convenienza e tecnologia. L'altra è il ritorno alla base aggiungendo valore per mezzo del gusto e credo che il single malt risponda esattamente a questa esigenza. Credo fortemente che i prodotti regionali non siano soltanto dovuti all'opera di vecchie signore che producono marmellata in casa: ritengo invece che questo "trade" possa appartenere all'industria maggiore.

Nigel Brown e Angelo Matteucci non erano a Torino esclusivamente per il Sigle Malt Club: Angelo è anche un socio attivo di Slow Food, l'ente che ha organizzato l'evento e Nigel è l'amministratore delegato di Food from Britain Italy, sotto il cui patrocinio il Single Malt Club fu fondato. Oltre ai vari marchi di single malt whisky Nigel è riuscito ad unire cinquanta produttori regionali per la fiera. " C'era tutto, dall'agnello dell'Isola di Man ai meravigliosi formaggi cheddar preparati a mano alle real ales, le birre inglesi." mi raccontò Nigel. Nessuna menzione di Mother's Pride (pane bianco a fette) ed il Cheese cake mix, i due prodotti che i miei amici italiani mi chiedevano di portare di ritorno dalle mie visite in Gran Bretagna durante i tre anni in cui ho abitato a Milano.
Per Angelo Torino fu un grande successo in tutti i sensi. In tale occasione il Club raggiunse 3,578 soci. Nigel dice che sono in linea per raggiungere il loro obiettivo di 5.000 soci entro la fine dell'anno. Che cosa ricevono questi soci in cambio?

"Organizziamo circa 70 degustazioni nell'arco di un anno in tutto il territorio italiano con una prevalenza nel nord ed abbiamo diversi eventi che comprendono Il Salone del Gusto ed includono Eurochocolate a Torino e Breakfest a Perugia dove l'idea di una bevuta di whisky di prima mattina nella capitale umbra ci sembra un bel modo di iniziare la giornata. I nuovi soci sono invitati ad un incontro iniziale di sei whisky di malto e sono introdotti al locale rappresentante del club (al momento ve ne sono otto sparsi per l'Italia). Viene consegnato loro una cartellina che include una breve storia de whisky, una descrizione dei vari procedimenti di produzione e le note di degustazione preparate da Angelo per tutti i malti delClub.

"Lavoriamo in piena collaborazione con gli importatori" ci spiega Nigel "e abbiamo 17 distillerie individuali nel club"
Al momento la lista comprende 23 malti. Non è un numero altissimo, almeno se paragonato a dove mi trovo seduto in Edimburgo dove i bar specializzati hanno in rotazione da 100 a 200 o anche 300 malti differenti. Rappresenta comunque ciò che è disponibile regolarmente in Italia. Di fatto, fuori dalle grandi città del Nord Italia la gamma dei malti in offerta nel vostro vicino negozio non si estende molto al di la di Glen Grant.

Per un amante di whisky napoletano appartenere al club dona l'opportunità di assaggiare malti considerati di difficile reperimento come Aberlour a'bunadh oppure Balvenie 12 anni Double Wood.
Glen Grant 5 anni è il whisky più venduto in Italia unica nazione ad avere un single malt in pole position. E' vero che non è il più complesso dei whisky ma Nigel pensa che la maggiore parte degli italiani sanno che si tratta di un whisky di malto anche se molti non hanno ben chiaro che cosa significa. Quando altri single malt whisky furono introdotti nel Paese dalle diverse parti della Scozia, gli italiani furono veloci nel dimostrare il proprio interesse.

"Tenendo presente il fatto che questo Paese è fondamentalmente basato sulla cultura del vino, vi è una reale comprensione sulle differenze regionali" dice Nigel riferendosi al DOC e le altre denominazioni locali del vino. In altre parole che un malto delle Highlands ricche di erica sia differente da un altro malto di Islay carico di aromi e gusto molto fumoso-torbato è perfettamente comprensibile ad un italiano cresciuto a barolo, chianti o valpolicella.
Angelo aggiunge che il Paese ha radicata la tradizione di bere i distillati lisci, perché la grappa, il superalcolico autoctono del Nord Est italiano, prodotto dalle vinacce dopo aver prelevato il mosto, è sempre bevuto liscio. Quindi l'idea di gustare un distillato "riserva" a fine pasto come digestivo non è certo una novità.

Il fatto che entrambi Nigel e Angelo abbiano avuto un background lavorativo in United Distillers (oggi Diageo) i whisky di questo gruppo dominano la lista, mi chiedo? "Per nulla" risponde Nigel "Hanno tre single malt nel club e forse sono pertanto sotto rappresentati. Uno degli obiettivi del Club è quello di coinvolgere anche distillerie più piccole ed i loro relativi importatori che possono non avere sufficienti fondi per lo sviluppo dei loro prodotti in Italia. Lavorando assieme, inserendoli nel Club, noi siamo in grado di muovere l'intera categoria."

Così quale è il malto che riscontra una particolare popolarità tra i soci del club? Chiedo a Nigel.
"Bene, devo dire Ardbeg che, nella scala dei whisky è all'estremità, sembra catturare l'immaginazione del momento." Nigel è d'accordo che per una generazione svezzata a Glen Grant 5 anni questo è un notevolissimo salto: A parte la qualità del whisky ritiene che è così riconoscibile ed individuabile da distinguere un Ardbeg ad un miglio di distanza,

Questa è l'Italia e Nigel accetta il fatto che vi sia probabilmente una buona dose di machismo con i veterani che indicano ai nuovi soci del club "Proverei questo, caro amico. E' molto difficile e devi essere un vero esperto".
Per vedere se ciò corrisponde a verità i soci del club hanno la possibilità di acquistare i malti direttamente tramite il sito web.
Così sono in grado di scoprire, nel privato della propria abitazione, se Ardbeg realmente fa crescere i peli sul torace.
 
 
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